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La distanza tra te e gli eletti
rappresentanza dei parlamentari, in evidenza
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Si sa che il seggio in Parlamento è assai poco il frutto del consenso guadagnato dal candidato nel proprio collegio e molto, troppo, espressione della volontà del partito. Con l'attuale legge elettorale, i parlamentari, più che "eletti" dai cittadini sono "nominati" dalla segreterie dei partiti, che tendono a selezionare uomini e donne non in base alla loro capacità di rappresentare interessi e desideri dei cittadini ma in virtù della "compatibilità" con le logiche e gli assetti di potere interni al partito stesso. Una situazione che non fa che aggravare le condizioni già abbondantemente compromesse della rappresentanza politica dei parlamentari, ossia la capacità di interpretare le difficoltà, le necessità e gli ideali di elettrici e elettori, e in generale di tutti i cittadini.
Dunque? Tutti nominati? Tutti obbedienti agli ordini di capigruppo e capicorrente? Tutti uguali?
Non sarà poi che la conseguenza del sempreverde "so' tutti uguali, fanno tutti schifo" è di invogliare sempre più le persone occuparsi di altro, lasciando la cura della cosa pubblica in poche mani, molto esperte? Forse non sono proprio tutti uguali. Non del tutto, almeno.
E se c'è una cosa che possiamo fare per difendere il basilare diritto democratico di scegliere chi ci rappresenta è - oltre a pretendere di cambiare una brutta legge - non smettere di cercare le differenze, dove ci sono. Individuare, anche in questo Parlamento, chi, malgrado tutto, porta avanti battaglie e interessi che potrebbero essere i nostri. Saper riconoscere le differenze anche all'interno dello stesso partito, è la condizione per dare forza a chi ci è più vicino, o meno lontano. Sostenere o contrastare questo o quel provvedimento, questo o quel politico che lo ha proposto, significa esercitare un potere di controllo e, possibilmente, di condizionamento democratico. Eligere, dicevano i latini: tra più cose scegliere quella che ci piace di più, quella che pensiamo sia la migliore.
Questa è la nostra utopia, a questo serve openparlamento. Informarsi, monitorare quello che ci interessa, discutere e votare atti e altri provvedimenti prodotti ogni giorno in Parlamento. A questi strumenti, tutti gratuiti, oggi ne aggiungiamo un altro: un "rappresentometro". Che ti dice chi sono i parlamentari che ti rappresentano di più e quelli di meno, non in base a promesse e dichiarazioni ma alle decisioni. Cioè in base agli atti (disegni di legge, mozioni, interrogazioni, etc.) che tu ritieni importanti e che pertanto hai scelto di votare in modo favorevole o contrario. Più numerosi sono gli atti sui quali esprimi il tuo parere, maggiore sarà il grado di precisione del "rappresentometro".
Il calcolo è semplice. Quando dai un voto favorevole ad un atto, per il parlamentare che l'ha presentato e quelli che l'hanno firmato, vengono registrati punteggi positivi. Se il tuo voto è contrario, i parlamentari che lo sostengono ricevono punteggi negativi. I coefficienti assegnati a ciascun atto sono quelli definiti per l'Indice di Attività Parlamentare.
Dato che la rappresentatività è calcolata solo sugli atti presentati dai parlamentari, più sono gli atti sui quali ti esprimi maggiore sarà l'affidabilità del calcolo. D'altro canto se vuoi fare entrare nella tua classifica un deputato o senatore, non devi fare altro che andare nella sua pagina e dare il tuo voto (positivo o negativo) ai suoi atti.
Per votare un qualsiasi atto è necessario registrarsi al sito e, voto dopo voto, il calcolo delle distanze si raffina e si aggiorna in tempo reale. La classifica dei tuoi rappresentanti la trovi nella pagina "i miei parlamentari" del tuo "monitoraggio" (entra nel sito e trovi il link "monitoraggio" nella testata a destra).
Provalo, vedrai (se c'è) la differenza!
13 commenti finora
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Giuseppe Caputi
ha inviato questo commento il 22/01/10
L'onorevole Carlucci è una dei pochi parlamentari presenti sul territorio.Persona molto disponibile!
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aid85
ha inviato questo commento il 24/01/10
ma ocme si cercano le varie leggi e decreti ? Io non riesco a trovarle tutte nemmeno ricercando con la sigla esatta... In particolare cercavo i decreti relativi all'equo compenso siae e il decreto romani ...
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Corrado SFACTERIA
ha inviato questo commento il 31/01/10
A me degli eletti non può interessare perchè li metterei in una situazione imbarazzante vuoi perchè non ho votato nessuno di loro,vuoi perchè avrei votato chi ricopre un ruolo diverso dalla problematica su cui vorrei richiamare la sua attenzione ,vuoi perchè ammetterei , e sarebbe anche colpa sua, che le istituzioni dello Stato non funzionano. Non mi sento rassicurato,certamente da un ministro che più o meno indica nel fazzoletto verde la strada per accedere al canale della sicurezza.La mia inquietudine cresce quando un Comune plagiato dalla amministrazione leghista dimostra di disprezzare diplomi di laurea rilasciati dalla Rpubblica Italiana in nome della LEGGE e si ostina a privilegiare il dialetto ristretto al circolo degli interessi non troppo trasparenti. E' la filosofia comunista secondo la quale i titoli validi sono quelli rilasciati dalla scuola di partito o dai militanti del popolo comunista! Sicurezza? C'è da chiedersi se i Comuni conoscono quali cittadini italiani risiedono nel territorio o quanti hanno eletto domicilio o svolgono attività in nero o a scavalco. Almeno per quanto riguarda i residenti dovebbero conoscere quale attività svolgono e nel rispetto della dignità e del diritto dovrebbero sentire il dovere di attribuire a ciascun cittadino i titoli professionali non solo abilitanti ma andirittura tutelati dalle leggi non solo italiane ma anche europee. Come faccio a rispettare le Istituzioni locali se sono governate da individui che hanno equivocato sul loro ruolo? Come ritenere adatto al proprio ruolo un capo dell'ufficio tecnico che banalizza la segnalazione di cattiva esecuzione di pavimentazione con cubetti di porfido pericolosi per l'incolumità pubblica ( rischio di inciampare perchè decementati a lavoro appena ultimato) interpellando con solo nome e cognome il professionista che non solo esercita nel Comune da più di cinquant'anni ma svolge servizio di pubblica utilità? L'ufficio tecnico non può chiamare in causa l'assessore a vita ai LL.PP. che ne era al corrente per essere stato inviato a provvedere).Possibile che occorra sempre tirare in ballo la magistratura con l'aria che tira? Chi ha dato il posto in quel Comune di meno di 10.000 abitanti a quel vanaglorioso ingegnere che invidia un libero professionista al punto che vuole umiliarlo La sicurezza nasce anche dal dovere delle pubbliche amministrazioni di rispettare la dignità dei cittadini. A me non piace l'atteggiamento di quanti usano epiteti spregiativi nei confronti di un presidente del consiglio o di un presidente della Repubblica e ricordo benissimo che all'atto della nomina sono stati gratificati del loro titolo professionale. Temo che prima o poi dovremo difendere anche la loro dignità. Certamente non mi lagnerei se nessuno mi interpellasse come principe o barone visto che sono stati aboliti i titoli nobiliari, anche se qualche ignorante li utilizza a piene mani nella Tv , ma mi chiedo se lo Stato ha abolito i titoli professionali ed allora impedisca a tutti di farne uso e specialmente ai poco affidabili impiegati degli enti locali. Altro che sicurezza| Sembra che i cittadini debbano confrontarsi con continue e spregevoli provocazioni da parte di individui che hanno scambiato le funzioni del loro ufficio,oggi lautamente retribuito dal denaro pubblico,affluito nelle casse dei virtuosi Comuni ricchi, con quelle corporali. Chissà se hanno il libro del profeta dell'acqua battesimale con l'invito del leghista del nord che chiesto i voti agli ambulanti visto che ha imperato con la garanzia che non è peccato se si toccano le mele anche con le mani fecaloidi in comunione con altri acquirenti ,al mercato,perchè contro il tifo o contro l'escherichia, dopo la malattia, si diventa immuni o portatori di voti ....alla padania.
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Corrado SFACTERIA
ha inviato questo commento il 31/01/10
La fretta di collegare i cattolici democratici nella politica nazionale oltre che nelle amministrazioni comunali in cui erano stati presenti anche prima della abolizione ,nel 1926, di comuni e provincie ,se da un la dei to era giustificata dal pericolo che il PCI di Togliatti e Nilde jotti spingesse l'Italia verso l'area sovietica , dall'altra non ha consentito alla Commissione Forti di elaborare un tema delle autonomie locali includendola nella indispensabile riorganiozzazione dello Stato democratico. Mentre Ruini si sbracciava per sostenere il concetto di autonomia ,alla fine non faceva altro che ritornare ad un pericolo passato rinverdendo il T.U. del 1915.Anche se nel 1947 un apposito comiitato di dieci deputati elaborò un progetto è chiaro che il clima politico fondato su ideologie inconciliabili non poteva che partorire una disposizione di carattere generale inserita fra i principi fondamentali dell'art.5 della Costituzione. Questo articolo ,però, fissa due principi che si dovrebbero integrare lasciando la supremazia a quello della unità ed indivisibilità della Repubblica rispetto a quello delle autonomie locali tant'è che diventa rilevante la caratterizzazione costituzionale quale risulta dall'art.1 della Costituzione. Ma la definizione di autonomia è degenerata in una pluralità di situazioni profondamente differenziate fra loro per vapprezzabili divergenze di contenuti ( autonomie private.autonomie pubbliche-autonomie normative--istituzionali- politiche- finanzairie e quant'altro. Alla fine si arriva ad un contrasto pericoloso fra l'autorità dello Stato e la garanzia dei diritti ai cittadini italiani ,liberi di muoversi non solo in Italia ma anche nella comunità europea degli Stati e l'autonomia politica dei Comuni che adottano un proprio indirizzo politico con norme che non corrispondono ai concreti atteggiamentoi dell'azione statale e che rischiano di costituire terreno fertile per organizzazioni con tendenze non legalitarie. Quando il soggetto è un ente esponenziale di un ordinamento giuridico generale tale potere diventa pericoloso perchè la comunità che lo esprime non emette manifestazioni politiche nel senso rigorosamente scientifico del termine ma solo manifestazioni di sostegno a chi garantisce spazi di privilegi e di illegalità. Anche la Costituzione è modificabile e l'indirizzo politico è suscettibile di essere graduato fino a farlo scomparire a livello locale alla quale deve essere evitato un criterio di gestione autonoma imponendo la presenza costante dello Stato come organo di controllo di merito inveastendo i segretari comunali solo di funzioni,stipendi e responsabilità proprie dello Stato.Non si vede che contraddizione fra la nomina a direttori generali di aziende pubbliche le il divieto di ripristinare la figura di un responsabile unico per i Comuni e le Regioni, stante l'organigramma dei mastodontici uffici e palazzoni a dispetto dei ministeri. La novità del riscatto della storia dei repubbluicani di la malfa dovrebbe indurli a rinverdire l 'idea mazziniana che non metteva in conto la presenza delle provincie come intermediari fra la periferia e lo Stato.
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Paola
ha inviato questo commento il 01/02/10
Sono d'accordo con l'On. Carlucci nel vietare l'utilizzo delle apparecchiature generanti ultravioletti ai minorenni. Quale titolare di un centro estetico mi preme portare il mio parere professionale e mi auguro che tra l'On.Carlucci e l'On.Mazzocchi ci sia un'unica intesa al fine di garantire il rispetto della salute pubblica e delle norme degli operatori del settore estetico.
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Corrado SFACTERIA
ha inviato questo commento il 04/02/10
L'ondata di freddo che ha colpito la maggior parte della popolazione italiana può avere incrementato in modo anomalo le entrate dei vari gruppi di fornitori del gasolio ed altri combustibili per il riscaldamento domestico e condominiale,spesso sfuggiti agli opportuni controlli. Mi sembrerebbe ,quindi, che qualche parlamentare che volesse tutelare l'onestà dei fornitori facesse approvare dal Parlamento questi obblighi:"Prima della erogazione del carburante e dell'azionamento della relativa pompa dall'apposito automezzo cisterna, deve essere fatto firmare al cliente un documento da cui risulti che lo stesso ha potuto controllare l'azzeramento del contatore e l'integrità del suo sigillo apposto dalla G.d.F. a garnzia di impossibili manomissioni. Alla fine dell'erogazione deve essere apposta una firma sia da parte del fornitore che del cliente che riporti l'esatto importo e l'esatta quantità erogata sulla base dell'effettivo volume della cisterna ricevente. Copia di questo documento deve essere trasmesso , dal fornitore e dal cliente, indipendentemente dalla quantità di combustibile fornita,al comando della Guardia di finanza il cui indirizzo deve essere riportato nel documento." Troppo spesso ,infatti, il mercato dei combustibili induce a sospettare che venga perpetrata una vera e propri truffa che è tanto più subdola per l'assenza di informativa utile sui mezzi a disposizione dell'utenza per difendersi in maniera civile. Mi sembra che si sia travisato il concetto di libera concorrenza che ,alla fine, diventa una corsa a chi riesce a truffare di più... In aggiunta dovrebbe essere previsto che Enelgas o suoi concorrenti ,completino, a Pietra Ligure, la tubazione interrotta in via Crispi( strada provinciale) proprio negli ultimi 300 metri , probabilmente, perche si sarebbe trattato di limitazione di spazio per i fornitori di compustibili liquidi presenti in qust'ultima area.
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Corrado SFACTERIA
ha inviato questo commento il 04/02/10
L'avvenire,quotidiano cattolico, ha pubblicato un resoconto sula situazione in cui si era venuta a trovare la brigata Osoppo che operava nel Friuli-Trieste. Non è certo una novità che Togliatti si era manifestato come più propenso ad una titizzazione di una fetta d'Italia, che raffozrasse anche la sua influenza sulla politica interna italiana, forte dell'alleanza con Tito, in funzione comunista e stalinista,ma quanto portato a conoscenza nell'articolo di Avvenire mi spinge a richiamare l'attenzione dell'on.le Giovanardi, che ritengo il migliore parlamentare di estrazione cattolica, a farsi promotore perchè vengano eliminati dalla toponomastica delle strade i nomi di personaggi sui quali può ingenerarsi un giudiizio critico della Storia tale da costituire un discutibile esempio per i valori che si vogliono trasmettere alle generazioni .
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Michele PIVETTI
ha inviato questo commento il 11/02/10
Credo che la quasi totalità dei parlamentari dovrebbe prendere esempio dalla Senatrice SIMONA VICARI. Sempre presente sul territorio con un numero di cellulare unico da 10 anni e sempre disponibile con tutti.
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Corrado SFACTERIA
ha inviato questo commento il 11/02/10
La distanza fra me e gli eletti dipende dalla diversa impostazione delle problematiche che per gli eletti diventano di gruppo e per il cittadino si manifestano a livello individuale e ,probabilmente, impostate a suo danno dagli stessi eletti ai quali si vorrebbe proporre di ridurre le distanze. A livello personale ,infatti, mi sento indignato dallo scarso interesse rivolto dagli eletti ai comportamenti di sindaci ed amministrazioni comunali nei riguardi della autentica interpretazione dei dettati costituzionali. Com'è possibile assistere alla elezione da parte delle amministrazioni comunali o provinciali etc. di cittadini (pietresi dell'anno) senza particolari benemerenze e oltretutto in violazione delle norme che garntiscano pari dignità sociale a tutti i cittadini residenti in una località stante che i nativi possono anche risiedere nell'emisfero australe! Quando avverrà che i tribunali eleggeranno l'incensurato dell'anno in dispregio della pari eguaglianza dei cittadini davanti alla legge? Come mai i carabinieri consentono l'esposizione del tricolore ai Comuni in siti non previsti dal decreto Ciampi o a gestori di roulotte e .inoltre,non sanzionano il vilipendio che del tricolore viene fatto da chi diventa responsabile degli adempimenti ? Il distacco fra me e gli eletti è enorme perchè a me è negata, proprio da loro ,la dignità di sentirmi cittadino italiano.
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Corrado SFACTERIA
ha inviato questo commento il 12/02/10
Quando ho esaminato il decreto Ciampi mi ha colpito la enunciazione del Presidente che il rispeyyo dovuto al Tricolore non è un opzionale ma è Legge dello Stato. Mi sono illuso che gli enti locali ,anche se orientati verso le dichiarazioni di Bossi che Forza Italia non meritasse apprezzamento perchè non aveva indagato sulla qualità dsel suo elettorato siciliano, mantenessero un atteggiamento riguardoso nei confrionti del Tricolore. Ma non è così! D'accordo il reato di vilipendio è stato depenalizzato ma rimane la sanzione amministrativa. Ed allora occorre una norma legislativa che preveda la denuncia al tribunale militare per vilipendio di quel militare responsabile dell'Arma che omette di sanzionare amministrativamente Sindaco o suoi delegati o l'uffico incaricato e qualsiasi cittadino che voglia esporre indebitamente il Tricolore per suo vantaggio personale .Forse gli serve per passare da cittadino onesto anche se ha scontato qualche pena .Chissà? Se gli è consentito esporre il Tricolore e la bandiera europea vuol, dire che è benemrito della Reubblica.Commedantore alla barone o a meriti di spaccio agricolo?
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Meccatronico
ha inviato questo commento il 24/02/10
Dopo il flop dei vaccini ora caro onorevole ci riprova con la legge antifumo.. certo che l'industria farmaceutica è molto potente.. Caro "onorevole" ha esaurito i suoi punti sulla sua patente.. a casa Un fumatore
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Corrado SFACTERIA
ha inviato questo commento il 28/02/10
Fra me e gli eletti la distanza è abissale e non tanto perchè non possono risolvere problematiche che creerebbero perplessità sul criterio della gestione della democrazia che risulterebbe troppo manipolata ma in quanto sarebbero privi di quel supporto partitico in grado di evitare commistioni fra eletti con le carte in regola e candidati in liste d'appoggio, come accade nelle regionali, i cui connotati politici non inducono a ritenere fondati i richiami ad una selezione non viziata dal curriculum. Ai tempi del PCI ho rivendicato la mia libertà di pensiero a livello amministrativo in quanto non iscritto a questo partito ma incuriosito dalla necessità di capire se rispondeva ad onestà politica il pragmatismo togliattiano. Era chiaro che scardinando la cieca obbedienza alle direttive del PCI volevo orientare ad una visione di libertà rispetto a prospettive totalitarie da federali imbandierati da Guttuso. Cosa è cambiato? Può darsi che la dinamica dei partiti si muova su due fronti: l'interno di rigida obbedienbza e l'esterno di falsa libertà democratica. Rimane il fatto che non si possono accettare liste di appoggio a candidati alla presidenza della regione Liguria quando ci si accorge che il PDL si appoggia sua volta su ex miracolati dalla correnbte di Donat Cattin assurti a cariche regionali di assessori alla sanità,finiti in manette e della cui estraneità alle accuse potrebbe essere lecito chiedersi come mai il presunto corruttore che appaltava lo smaltimento dei rifiuti ospedalierie ha patteggiato e degli altri si è perso un criterio atto a valutare la specciezza. In assenza di partiti totalitari non riesco a giustificare l'aggancio dei calcolatori al partito che gode maggiori canali di rapporto con gli eletti e prospettive di sottogoverno per i propri iscritti.Ecco che l'ex Donat cattiano diventa appoggio di Biasotti nelle liste del PDL. Nella logica dei diritti per appartenenza alla "classe del foro politico, è cosciente che anche se Biasotti non ritorna da presidente in regione gli difenderà gli emolumenti da collaudata militanza giuridico -sanitaria. Ma sono tanti i nomi che appoggiano il barcollante sistema regionale nella bailamme dei dialetti locali degli amici che sarebbe troppo umiliante andare a votare e delegare ad altri la supremazia della intelligenza.
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corrado
ha inviato questo commento il 01/03/10
Ho letto il riferimento all'intervento Carlucci per l'utilzzo degli UVa da pare delle estetiste. L'argomento era stato da me pubblicato online con riferimento in particolare alla delega ai Comuni del rilascio delle autorizzaioni alla atività (professionale ?) di estetista e la careeza di n mansionrio serio. Nel regolamento di tale attività,ad esempio, del Comune di rapallo si legge che le estetiste possono praticare....etc. Possibile che non si capisca la pericolosità del termine etc. in un regolamento comunale. Non so se hanno rimediato all'insulsaggine .Ne dubito perchè ignoro la etimolagia di Rapallo.



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