Testo della risposta
Atto a cui si riferisce:
C.4/03275 [Monitoraggio complessivo di tutte le dighe italiane]
Atto Camera
Risposta scritta pubblicata martedì 25 maggio 2010
nell'allegato B della seduta n. 327
All'Interrogazione 4-03275 presentata da
MATTEO MECACCI
Risposta. - In relazione all'atto di sindacato ispettivo in esame, si fa presente quanto segue.
Con l'istituzione, nel 1923, del servizio dighe presso il Ministero dei lavori pubblici e con la realizzazione dei servizi tecnici nazionali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, avvenuta nel 1989, la vigilanza sulle grandi dighe è stata attribuita a una struttura tecnica statale ad alta specializzazione, ramificata sul territorio. Tale attribuzione statale è stata confermata in occasione del decentramento amministrativo, disposto con decreto legislativo 112 del 1998, con il quale è stata, anche, prevista l'istituzione dell'ente registro italiano dighe.
Attualmente la direzione generale per le dighe, le infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, effettua la vigilanza, sia individuando i controlli e le misurazioni che i concessionari degli sbarramenti sono tenuti ad eseguire, verificandone l'esecuzione, sia accertando, tramite visite ispettive (almeno due volte l'anno) ed esami dei risultati del monitoraggio, il buon comportamento delle opere.
Inoltre la suddetta struttura ha chiesto a tutti gli enti concessionari l'elaborazione di «scenari» connessi con l'ipotetico collasso di una diga e con l'improvvisa apertura di tutti gli organi di scarico manovrabili.
Dallo studio di questi scenari le strutture locali di protezione civile redigono i conseguenti piani operativi, disciplinando, nel documento di protezione civile predisposto per ogni sbarramento, il flusso delle informazioni e degli avvisi di allerta.
Spetta alla direzione generale per le dighe verificare l'idoneità della progettazione delle opere e la vigilanza sulla loro esecuzione, nonché, nel caso in cui si verifichino particolari eventi (sismi, episodi meteorologici intensi ecc.), avviare accertamenti straordinari per controllare gli effetti dei fenomeni sulle opere stesse, disponendo gli interventi necessari a ripristinare le idonee condizioni di sicurezza.
Nel caso del sisma dell'Abruzzo tutte le azioni svolte dagli enti concessionari e dai tecnici della direzione generale hanno accertato la mancanza di danni significativi alle strutture.
In particolare il dipartimento della protezione civile, in collaborazione con il ministero dei trasporti e delle infrastrutture e con il gestore della diga Enel-produzione, ha posto la necessaria attenzione all'invaso di Campotosto e alle tre dighe che lo sbarrano per verificare l'adempimento a quanto previsto dalla procedura di osservazione straordinaria prevista dal servizio nazionale dighe.
Infatti, al verificarsi di un sisma di magnitudo superiore a 4 e con un epicentro a distanza inferiore ai 20 chilometri da una diga, questa deve essere sottoposta ad una verifica delle condizioni sicurezza, senza procedere ad uno svaso del serbatoio e mantenendo il livello di invaso pari al valore in atto in quei giorni.
Il 10 aprile 2009 si è svolta una prima riunione presso il Dipartimento della protezione civile cui hanno partecipato la direzione generale dighe del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingiv) e tutti i gestori delle dighe interessate dagli eventi sismici abruzzesi nell'ambito della quale, verificata l'attivazione delle procedure previste, è emersa la necessità di valutare, con particolare attenzione, gli aspetti geologici relativi al bacino di Campotosto.
In particolare l'Ingv ha redatto due rapporti: il primo relativo ad un'analisi, condotta il 9 aprile 2009 lungo il perimetro del lago e dei versanti più prossimi all'invaso, dalla quale è emerso che non risultano movimenti gravitativi o tettonici di rilievo; il secondo ha descritto la faglia dei Monti della Laga, situata in prossimità della diga.
Successivamente, in data 16 aprile 2009, nel corso di una riunione tecnica convocata dal suddetto dipartimento presenti la commissione grandi rischi, la direzione generale dighe, l'Ingv e l'Enel, è stata valutata positivamente la risposta delle dighe di Campotosto agli eventi sismici del 6 aprile 2009 e si è valutato se, un ipotetico evento tellurico, di magnitudo 6 o 7, generato da una sorgente sismogenetica che si trovi al di sotto dell'invaso, possa causare una fogliazione superficiale nei pressi della diga di calcestruzzo di Rio Fucino.
In proposito è stato deciso che Eucentre (fondazione senza scopo di lucro fondata dal dipartimento della protezione civile, dall'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dall'università di Pavia e dall'istituto universitario di studi superiori di Pavia) realizzi una simulazione dell'impatto che un sisma rilevante potrebbe avere sulla diga Rio Fucino e è stato, inoltre, chiesto ad Enel un aggiornamento dello studio del 1992, relativo alla propagazione dell'onda di piena per un ipotetico collasso della diga Rio Fucino nelle condizioni di invaso che, nei giorni del sisma, era pari a circa la metà del livello di massima regolazione, riducendo, così, in maniera considerevole, lo scenario di inondazione a valle.
Contemporaneamente il dipartimento della protezione civile ha chiesto al gestore Enel-produzione l'autorizzazione per installare una ulteriore strumentazione accelerometrica in free-field (campo libero) nei pressi delle dighe, oltre a quella già installata l'8 aprile 2009 alla base del paramento della diga di Poggio Cancelli.
Il monitoraggio accelerometrico dell'invaso è andato a regime dal 27 aprile 2009 con il completamento di quattro postazioni accelerometriche.
Il 17 aprile 2009 la direzione generale dighe ha comunicato al dipartimento della protezione civile le azioni intraprese in merito alle condizioni di sicurezza delle dighe del serbatoio di Campotosto, confermando l'assenza di anomalie visive e strumentali di tutte le dighe coinvolte negli eventi sismici dell'aquilano.
Da uno studio preliminare effettuato da Eucentre è stato rilevato un adeguato livello di sicurezza della diga Rio Fucino nei confronti della rottura superficiale della faglia di Campotosto.
In data 18 aprile il prefetto di L'Aquila ha convocato una riunione, alla quale hanno partecipato le amministrazioni interessate, tra cui il dipartimento della protezione civile, nella quale è stato concordato di non superare i livelli di invaso misurati agli inizi di aprile e stimati sufficienti al fabbisogno idrico estivo.
Inoltre la direzione generale dighe ha ritenuto opportuno chiedere all'Enel una serie di verifiche e di valutazioni per accertare le conseguenze dell'attività superficiale della faglia sulle fondazioni della diga.
La citata direzione del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con una nota del 21 maggio 2009, inviata al dipartimento della protezione civile, ha rappresentato che, a seguito dell'esito dei controlli effettuati, nessun provvedimento di limitazione dell'esercizio è stato chiesto per motivi di sicurezza, mentre si è ritenuto utile un aggiornamento della normativa per stabilire criteri di verifica sismica delle dighe esistenti e una classificazione delle dighe in base al rischio conseguente l'ipotetico collasso e non in funzione del solo utilizzo della risorsa idrica.
Si precisa, inoltre, che il comportamento di tutte le «grandi dighe» italiane è monitorato in ottemperanza a quanto disposto negli appositi «fogli di condizione per l'esercizio e la manutenzione» redatti dalla suddetta direzione generale e sottoscritti dai singoli concessionari che sono tenuti ad effettuare tale monitoraggio e a trasmettere i risultati alla direzione stessa per consentirne l'attività di vigilanza.
Nel corso delle visite ispettive (2 per ogni anno) i funzionari della Direzione devono verificare l'efficienza dei sistemi di misurazione e, più in generale, la sicurezza delle dighe, disponendo l'esecuzione di tutte le azioni ritenute necessarie a minimizzare il «rischio diga».
Attualmente è stato avviato, direttamente dalla direzione generale dighe ed a supporto delle azioni di protezione civile, un programma di monitoraggio idrologico e idraulico finalizzato alla conoscenza degli afflussi d'acqua ai serbatoi, alla disponibilità dei volumi da utilizzare per la laminazione ed alla entità dei rilasci effettuati dagli sbarramenti (questo primo intervento ha coinvolto 425 dighe su 541, fra le quali le dighe sul lago di Campotosto).
Per quanto riguarda l'installazione di accelerometri, in corrispondenza dei manufatti più importanti, si fa presente che tali strumenti non sono finalizzati al controllo dello sbarramento ma a sostenere gli studi sul comportamento delle strutture sottoposte alle sollecitazioni individuate. Questa strumentazione sarà prevista nel progetto di completamento del monitoraggio, in fase di elaborazione, e sarà concordata con il dipartimento della protezione civile.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento: Elio Vito.


